Charlie Hebdo, vignette sui morti del terremoto: dobbiamo indignarci?

La vignetta di Charlie Hebdo deride le vittime del terremoto o denuncia i responsabili della tragedia? 

(Asiablog.it) — L’ultima vignetta di Charlie Hebdo ha suscitato “indignazione generale e condanna unanime”. La notizia è fresca ma il problema è atavico: a provocare indignazione è stato l’aver fatto satira su un tema molto serio, un vero e proprio tabù: la morte.

Esiste un intero genere a riguardo. Si chiama umorismo nero.

Bene, questo genere può piacere o può dispiacere. Può essere considerato intelligente o stupido, simpatico o di cattivo gusto. Ma il fatto è che stiamo parlando di qualcosa che esiste — e offende — non da oggi. Difatti la vignetta in questione, pubblicata da Charlie Hebdo, è offensiva né piu né meno di tutte le altre decine di migliaia di vignette pubblicate da Charlie Hebdo dal 1970 a oggi.

Il “problema” di fondo è che la libertà di espressione porta inevitabilmente all’offesa dei sentimenti di qualcuno. E le soluzioni sono solo tre:

  1. limitare la libertà di espressione delle persone, ad esempio ammazzandole o mettendole in galera;
  2. girarci dall’altra parte per evitare di farci offendere dalla cose che giudichiamo offensive;
  3. e/o accettare che la perfezione non è di questo mondo e che nella vita, di tanto in tanto, siamo costretti ad imbatterci in cose che ci offendono.

Ma lasciando per un momento da parte l’annoso problema della libertà di espressione, sarebbe anche utile andare ad analizzare la vignetta in questione.

Osservandola, innanzitutto scopriamo che essa, come ogni altra unità di contenuto, è per sua natura un testo polisemico. Si presta a diverse letture.

Qualcuno in quella vignetta legge una derisione alle vittime del terremoto: centinaia di morti insultati da un vignettista di Parigi. Credo sia una lettura possibile, anche se poco probabile. O meglio, il risultato della vignetta può essere la mancanza di rispetto verso le vittime, ma è poco probabile che il vignettista abbia creato quella vignetta (solo) per insultare dei morti. E’ piu probabile che il suo messaggio (principale) sia un altro.

Altri, infatti, nella vignetta leggono tutt’altro: una denuncia politica contro i responsabili della tragedia, cioè contro coloro che hanno costruito edifici che si sono sbriciolati come se invece che di cemento armato fossero stati fatti con pasta all’uovo.

Secondo questa lettura, la lasagna della vignetta sarebbe proprio quello: un edificio i cui piani o tramezzi sono crollati l’uno sull’altro come le sfoglie di una lasagna.

E’ questo il messaggio di quella vignette? O perlomeno è questa una delle letture possibili?

Se la risposta è sì, allora indignarsi per la vignetta piuttosto che indignarsi per una scuola “antisismica” che crolla alla prima scossa sarebbe, in un certo senso, un grave spreco di indignazione. O meglio, un’indignazione mal riposta.

Ma d’altronde ognuno ha il diritto di indignarsi per ciò che vuole. Anche questa è libertà.

Una cosa è certa: non è stato Charlie Hebdo a costruire gli edifici crollati sulla testa di centinaia di persone.

Charlie Hebdo morti terremoto mafia
Un’altra vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto del Centro Italia. La persona ferita dice: “non e’ stato Charlia Hebdo a costruire la vostra casa, e’ stata la mafia!”

 

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