Rischiare la vita per rispettare la legge

di Matteo Corsetti | @matteocorsetti

Oggi, scorrendo le notizie con il mio computer, mi imbatto in un articolo de Il Giornale. Il titolo recita:”Ai domiciliari durante il terremoto, chiama i carabinieri: ‘Cosa faccio?’ “. Molto incuriosito apro la notizia e leggo la storia di un ragazzo di Accumoli di 26 anni che, nel momento in cui è arrivato il terremoto, era in casa ai domiciliari. Sentendo tremare la casa non sa cosa fare e, lucidamente, chiama i carabinieri e chiede consiglio.

I militari gli rispondono con un “le faremo sapere”. Il ragazzo a quel punto si è trovato di fronte a un bivio: scappare e salvarsi (sapendo che avrebbe rischiato fino a 3 anni di carcere per evasione) o rispettare la legge e rimanere in casa, rischiando di morire?  Il 26enne, che deve scontare ancora due mesi ai domiciliari, ha scelto la seconda possibilità. E fortunatamente si è salvato. Un gesto che va ricompensato, senza dubbio. Certo, io non pretendo (come invece vorrebbero alcuni utenti che hanno commentato l’articolo) una medaglia al valore, ma almeno uno sconto di pena. Insomma, sarebbe giusto eliminargli gli ultimi due mesi che gli rimangono da scontare. Anche perchè con questa scelta il ragazzo ha dimostrato di aver capito i suoi errori, ha dimostrato di essere un uomo nuovo. Lo ha detto lui stesso alCorsera:”Piuttosto che tornare in carcere sono rimasto in casa. Se fossi morto allora vuol dire che era la mia ora”. Una dimostrazione ulteriore del fatto che è un ragazzo rigenerato. Eliminategli la pena rimanente.

 

Ps: Il ragazzo era in carcere per furto d’auto.

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